NATURA - PRODOTTI TIPICI - ARCHEOLOGIA

Non tutti conoscono le eccellenti risorse custodite nell'entroterra della provincia casertana. Al di là delle mete inserite nei “circuiti turistici” ufficiali, vale certamente la pena di dedicare un po’ della nostra attenzione a luoghi meno inflazionate.
Si scopre allora quanto sia ricco dal punto di vista naturalistico ed archeologico l’alto casertanano, e quante “eccellenze” di natura eno-gastronomica siano in esso “custodite”. In una soleggiata giornata di primavera,  partendo da Capua o da S. Maria C.V., attraversando S. Angelo in Formis (nota per la Basilica risalente al XI secolo a.c.) attraversato il Fiume Volturno, svoltando a destra, si giunge nel territorio del Comune di Pontelatone, poi Formicola, Castel di Sasso e Liberi.

 Alla vista un incontaminato e splendido paesaggio: boschi, castagneti, oliveti, vigneti. L’itinerario di incredibile bellezza naturalistica e di straordinaria valenza enogastronomia (castagna "ufarella", vino Pallagrello e Casavecchia, latticini e salumi di bufala, maialino nero casertano, formaggi vaccini, ovini - conciato romano - e caprini, mozzarella, mele annurche, ciliegie "imperiale", olio), si snoda nella valle principale del comprensorio della Comunità Montana del Monte Maggiore, il massiccio montuoso preappenninico delimitato dalla valle del Volturno. Più su cinghiali, volpi, lepri, scoiattoli, falchi e uccelli di ogni genere popolano la montagna. Qui, sul versante sud del Monte Maggiore, l’agricoltura e la natura si tuffano nella storia.

Lungo le pendici del monte, partendo dal passo che conduce da Formicola a Croce, attraverso un percorso attrezzato un po’ ripido, seguendo una suggestiva via crucis, in circa un’ora si giunge all’Eremo di S. Salvatore a circa 1.000 metri di altezza; l’Abbazia costruita dai Benedettini intorno all’anno 1000 sorge su una balza rocciosa quasi inaccessibile, oggi sopravvivono solo la cripta e la chiesa; ospitò nel 1098 Sant’Anselmo d’Aosta, filosofo e Vescovo di Canterbury, che vi scrisse una delle sue opere più importanti “cur deus homo”;

Altra inevitabile “puntata” è la visita al sito archeologico di Trebula, nella località di Treglia di Pontelatone. Una intera città di origine sannita conservatasi perfettamente; appena arrivati si rimane a dir poco esterrefatti nell’ammirare le mastodontiche mura megalitiche di cinta che si estendono per chilometri; allo stato sono visitabili due percorsi che si snodano all’interno della città, le Terme romane, l’Acropoli.